La digitalizzazione in UE è in crescita: l’Italia resta 25esima

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L’ indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI) è uno strumento per misurare il progresso degli Stati membri dell’Unione europea verso un’economia e una società digitale. Sono 5 le aree rilevanti per valutare l’attuale policy europea in materia di digitalizzazione:

  1. La connettività
  2. Il capitale umano
  3. L’uso di internet
  4. L’integrazione delle tecnologie digitali
  5. I servizi pubblici digitali

Nel quadro generale il nostro paese si è classificato 25esimo sui 28 stati appartenenti all’UE, dato che resta invariato dal 2016, il che è indice di una grave staticità, la quale comporta ritardi in termini di sviluppo e perdita di competitività, nonostante gli incentivi che sono stati messi in piedi dal governo attraverso il piano Industria/Impresa 4.0. Per quanto concerne la connettività, la percentuale di copertura fissa è rimasta invariata a quota 99% mentre, come evidenziato dai dati DESI,  l’incremento maggiore si trova nella copertura della banda larga veloce (NGA), che è passata dal 72 all'87%, piazzandosi al 13º posto.

Sul fronte del capitale umano l'Italia non ha ancora approntato una strategia a 360 gradi dedicata alle competenze digitali, ed i giovani laureati in discipline scientifiche o con competenze digitali di base scarseggiano. Infatti, ogni 1000 individui solo 13,5 scelgono di seguire la strada delle scienze, dell’ingegneria o della matematica. Ma non solo, le voci “utenti internet” e “specialisti tic” registrano sì una crescita ma lentissima (dal 2015 al 2016 rispettivamente il 2% e lo 0,1%).

Non ci sono progressi nemmeno per quanto riguarda l’uso di internet, ci confermiamo infatti al penultimo posto in classifica. La lettura delle notizie online si colloca al di sotto della media UE, mentre l'utilizzo di chiamate e videochiamate ha subito un lieve incremento unitamente all’utilizzo dei social network, ai servizi bancari e allo shopping. Le percentuali più alte rimangono quelle relative all’utilizzo di internet per la musica, giochi e per i social network, evidenziando come il popolo italiano utilizzi il digital più per svago che per servizi.

Nell’area dell'integrazione delle tecnologie digitali il calo si registra dello 0,6% sul fronte e-commerce. Qualche progresso si colloca nell’ambito delle soluzioni di eBusiness come l’Rfid.

La performance migliore è ascrivibile alla categoria degli open data (area dei servizi pubblici digitali) che vede l'Italia salire di ben 11 posizioni, collocandosi all’8 posto in classifica fra i paesi UE: si tratta di un ottimo risultato, sebbene dicotomico rispetto agli indicatori precedenti. L’area dei servizi pubblici digitali non registra invece alcuna flessione. Per quanto riguarda invece l'utilizzo dei servizi di sanità digitale, l'Italia si posiziona bene, collocandosi all'8° posto fra gli Stati membri dell'UE.

Si rendono quindi necessari maggiori e migliori investimenti pubblici, che si basino sulla creazione e valorizzazione delle competenze, nonché sulla capillarità di interventi territoriali mirati, quindi con un coinvolgimento diretto degli attori locali, i quali possono diventare attrattori in tal senso e promotori di percorsi di digitalizzazione, anche attraverso l’implementazione di percorso di inclusione sociale che possano vedere diverse tipologie di attori acquisire competenze in tal senso. Inoltre, risulta strategica l’attivazione di tutta una serie di servizi on line. Ad esempio,  strumenti e sistemi della P.A. quali Spid, il servizio di riconoscimento per accedere a tutti i servizi, e Pagopa, il sistema per i pagamenti on line, sono ottime idee, ma ancora non pienamente attuate.

In tale ambito assumono rilevanza gli investimenti infrastrutturali per la banda ultra larga, al fine di avere una maggiore inclusione digitale, andando oltre gli attuali gap territoriali i quali si riflettono anche sul PIL e sul ritardo di sviluppo di determinate aree geografiche.

L’auspicio è che, qualunque sia la compagine politica che formerà il nuovo governo, vengano attuate strategie digitali basate su tre pilastri fondamentali: accesso ad internet, formazione, valorizzazione delle competenze.  

 

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